La prevenzione incendi secondo la legge italiana, indica il complesso delle attività finalizzata alla prevenzione del rischio e/o finalizzate ad evitare il sorgere di incendi.
All’interno dei luoghi di lavoro, è d’obbligo per il datore di lavoro, redigere una valutazione dei rischi, come stabilito dal testo unico sulla sicurezza sul lavoro, che comprende la valutazione e la prevenzione di un eventuale incendio. Dato che quest’ultimo può creare seri danni al lavoratore, come ad esempio: un’azione termica, la riduzione della visibilità, anossia, un’azione tossica dei fumi. Per specifiche attività inoltre, è necessario l’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), il quale prevede generalmente una fase di progettazione, realizzazione delle opere di adeguamento e certificazione finale. Il CPI deve essere rinnovato ogni 5 anni. Non sempre è semplice individuare se l’attività necessita o meno di questo certificato, è quindi doveroso affidarsi ad un tecnico o a servizi online per eseguire una valutazione di assoggettabilità.
Si suddividono in quattro categorie:
A seconda dello stato fisico dei materiali combustibili possiamo distinguere quattro classi:
Questa distinzione consente di scegliere l’estinguente adeguato ed una precisa azione operativa antincendio.
Ci sono fondamentalmente tre metodi per spegnere un incendio:
1. ESAURIMENTO DEL COMBUSTIBILE;
2. SOFFOCAMENTO;
3. RAFFREDDAMENTO;
Con la prevenzione si vuole ridurre al minimo il rischio che l’incendio avvenga.
Per calcolare il Rischio si moltiplica la Frequenza per la Magnitudo, la frequenza indica la probabilità che l’evento si verifichi in un determinato intervallo di tempo, la magnitudo indica l’entità dei possibili danni. Se si vuole ridurre la frequenza si attua un’azione di prevenzione; se si lavora sulla magnitudo si fa protezione.
Il datore di lavoro deve analizzare le cause più comuni di incendio, dare informazione e formazione antincendio e prestabilire manutenzioni (ordinarie e straordinarie).
Bisogna porre particolare attenzione: ai rifiuti e scarti combustibili, ai depositi di materiali infiammabili, all’utilizzo di fonti di calore, agli impianti elettrici e cercare di tenere controllate le aree non frequentate.
Il datore di lavoro dovrà per cui predisporre regolari verifiche per garantire l’efficienza dei dispositivi antincendio e per eliminare eventuali cause o danni ad impianti che potrebbero pregiudicare l’incendio.
Altri possibili accorgimenti sono una corretta realizzazione e manutenzione di:
Il secondo step è la Protezione.
Essa può essere PASSIVA o ATTIVA. Quella passiva non richiede l’intervento di un uomo o di un impianto ma consiste in:
Quella attiva richiede l’intervento dell’uomo o di un impianto: